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Foxconn è il primo produttore in assoluto di tutti i prodotti firmati da Apple. Ben il 40% dei dispositivi elettronici in circolazione nel mondo è stato prodotto all’interno della fabbrica suicida cinese.

Foxconn è la più grande produttrice di componenti elettronici di tutto il mondo. Tra i clienti fissi si annoverano nomi di tutto calibro come Amazon, Dell, HP, Microsoft, Nokia, Sony, Blackberry e anche Apple. Quest’ultima rappresenta circa il 40% di tutto il fatturato annuale della stessa multinazionale. La quasi totalità dei dispositivi firmati dalla mela infatti passano tra le mani degli operatori di questa fabbrica.

La multinazionale cinese opera in diversi continenti tra cui Asia, Europa e America Latina ma è proprio il quartiere generale situato a Shenzhen è stato protagonista di continui scandali. I problemi (testimoniati) giungono a partire dal lontano 2010 in cui si sono registrati ben 11 suicidi, 2 tentativi falliti e 16 tentativi di suicidio sventati.  Procediamo però con ordine cercando di descrivere, il più accuratamente possibile, le pratiche che avvengono quotidianamente all’interno del colosso produttivo.

All’interno della sede di Shenzhen lavorano circa 330 mila operai (si avete capito bene, proprio 330.000) che si spartiscono il lavoro in cicli diurni e notturni. Proprio cosi. Foxconn non smette mai di produrre anche di notte, domeniche e giorni festivi.

COLLOQUI DI MASSA E CONFUSIONALI

Foxconn ha sempre bisogno di mano d’opera, a testimoniarlo sono i colloqui sommatori che avvengono la mattina presto poco dopo l’alba. L’azienda assume circa 400 persone ogni giorno, in modo sommario e confusionale. I futuri dipendenti sono tenuti a compilare autocertificazioni di buona salute, poco dopo avviene l’assunzione. La quasi totalità delle autocertificazioni suggeriscono lavoratori in buona salute. (Trattandosi di persone che vivono in condizione di assoluta povertà, le certificazioni di salute indicheranno-ovviamente- il perfetto stato di salute e l’abilità al lavoro). Da questo momento gli operai smettono di possedere nome e cognome e diventano effettivamente numeri, “per la miglior gestione del personale” indicano i rapporti provenienti dall’alto.Ognuno è obbligato a tenere a mente il proprio numero, pena il licenziamento.

ORARI DI LAVORO DISUMANI

Gli operai assunti vengono poi distribuiti per coprire turni più lunghi possibili. La Cina possiede poche leggi a difesa del lavoratore e le ore lavorative massime sono fissate a 11. Come già citato, Foxconn necessita incessantemente mano d’opera ed i turni degli operai sforano abbondantemente le 11 ore previste a fronte di una paga più alta. Ma di questo parleremo più avanti.

Il lavoro fisico viene intervallato da pochi secondi, se non attimi, garantiti ai lavoratori per poter andare in bagno. Altre pause invece non sono consentite. I turni di lavoro vengono scanditi da attimi di vita quotidiana svolti interamente all’interno della fabbrica.

ATTIMI DI VITA QUOTIDIANA NELLA FABBRICA

Foxconn possiede numerosi spazi dedicati ai propri dipendenti, tra cui la mensa ed i dormitori. La mensa è abbastanza ampia da ospitare tutti i dipendenti dove godono di alcuni attimi di ritorno alla normalità. I pasti vengono regolarmente serviti da un personale scarsamente qualificato che, incessantemente, garantisce pasti di bassa qualità ai propri connazionali. Il costo dei pasti viene decurtato dallo stipendio dei lavoratori cosi come il costo della divisa. Più volte la stampa internazionale ha criticato la scarsa qualità di igiene adoperata all’interno della mensa senza però alcun risultato.

I dormitori sono anch’essi all’interno della fabbrica, in palazzine costruite appositamente. Ogni stanza garantisce sei posti letto ed un bagno, piccolo, ma privato. I letti a castello cigolanti, sporchi e mal ridotti sembrano però rappresentare oro per i dipendenti che, dopo turni massacranti, si sdraiano per poche ore di sonno prima di riprendere il lavoro. La socializzazione è carente se non inesistente tra gli operai della fabbrica. Troppo stanchi per fare qualsiasi cosa, persino di socializzare. I dormitori sono stati spesso protagonisti di vicende macabre prime tra tutti i famosi suicidi dei dipendenti. Sopportare turni di lavoro massacranti, pagati una miseria, sembra troppo persino ai lavoratori che preferiscono lanciarsi dalle finestre per evitare la strana sorte terrena che è toccata loro. A partire dal 2010 si contano diverse decine di suicidi all’interno dei dormitori. Allertati i piani alti della vicenda la “soluzione del problema” è stata riscontrata attraverso l’installazione di “reti antisuicidio” poco sottostanti alle finestre dei dormitori.

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IL GIORNO DI PAGA

La paga dei dipendenti avviene regolarmente a fine mese in base alle ore nette di lavoro sui prodotti tecnologici richiesti con sempre più insistenza. Lo stipendio viene calcolato al netto dell’abbonamento dei pasti, della divisa e dei dormitori. Quello che rimane in mano al lavoratore sono pochissime centinaia di dollari. La paga base sarebbe dunque di 1,800 yuan,circa 286$, o di 2,200 yuan qualora l’operaio sia fornito di certificazione, circa 349$. Queste cifre hanno subito un incremento del 25% rispetto a pochi anni fa in cui gli operai si ritrovavano solamente 143 dollari a fine mese. La lavorazione dei componenti tecnologici avviene in una vera e propria catena di montaggio percui un operaio riesce a toccare migliaia di componenti durante la giornata. Ogni componente toccato rappresenta una cifra infinitamente piccola rispetto alla fatica svolta durante il corso del mese.Perché allora i cinesi continuano a fare domanda di assunzione all’interno della fabbrica? Domanda più che lecita ma la risposta è davvero molto semplice e può essere riscontrata nella realtà della miseria della popolazione cinese che vive nelle campagne. Milioni di famiglie, per lo più contadine, sopravvive grazie ai raccolti del proprio campo coltivato. La loro unica fortuna viene rappresentata dalla forza muscolare dei propri figli che partono alla ricerca di un futuro migliori e più dignitoso. Foxconn promette un salario, dormitori e cibo a tutti gli operai. La scarsa informazione e l’ingenuità giovanile fa il resto.

STAGE ILLEGALI E MINORENNI 

Come ogni azienda al mondo, anche Foxconn è aperta agli stage di universitari e liceali provenienti dalle province cinesi distribuite su tutto il territorio. Smettiamo ora di pensare agli stage a cui siamo abituati noi occidentali perché vi dimostrerò  come la stessa parola assume una connotazione diversa dall’altra parte del mondo.  Foxconn può richiedere, ogni anno, migliaia di giovani studenti provenienti dalle scuole cinesi.

I professori sono quindi, obbligati per legge, a mandare alcuni sfortunati allievi tra le braccia di questo gigante tanto amato dalle compagnie tecnologiche di tutto il mondo. I giovani sono spesso ricattati dalla stessa scuola attraverso punizioni corporali ed il diritto di espellere, ritirare o non consegnare il titolo di studio promesso ai giovani studenti. Ed è cosi che minorenni e studenti di infermeria, medicina, architettura, biologia e molti altri finiscono nel vortice della fabbrica suicida. Foxconn è ben contenta di dare il benvenuto a stagisti che, grazie alla loro età, possono essere pagati addirittura la metà di un normale lavoratore a seguito delle stesse ore lavorative.

LE FORZE DELL’ORDINE E LA GIUSTIZIA 

Molti media cinesi e non sono continuamente attratti dalla politica adottata all’interno di questa fabbrica cinese. Durante l’anno sono migliaia infatti gli articoli inchieste e documentari che descrivono le pratiche disumane considerate normali dai vertici della fabbrica. Numerose sono le proteste attuate da ex lavoratori, padri di famiglia e giornalisti che colpevolizzano le condizioni di schiavitù degli operai di Foxconn.  Le forze dell’ordine sono naturalmente presenti all’interno della realtà cinese con lo scopo di sedare rivolte anche utilizzando la violenza. La giustizia invece si nascondo dietro a leggi erroneamente approvato nel parlamento cinese. La giustizia di nasconde dietro alle continue mazzette provenienti dai piani alti di Foxconn con il compito di sedare la stampa locale ed internazionale.

LE GRANDI AZIENDE DELLA SILICON VALLEY LO SANNO?

Certo che lo sanno. E’ sufficiente digitare la parola Foxconn sui motori di ricerca per vedere sputati fuori i numerosi video girati di nascosto all’interno della fabbrica. Certo che lo sanno. Ne sono a conoscenza io, giovane studente poco più che ventilerenne. Certo che lo sanno.

CONCLUSIONE

Hai letto questo articolo da un dispositivo firmato Apple, Samsung, Xiaomi, HP, Sharp o Dell? Allora sei anche tu uno dei carnefici.