MacBook Pro M6: memoria più veloce solo su modelli top

Tempo di lettura: ⏱ 2 minAggiornato il 27 Ottobre 2026

Il MacBook Pro M6 da 14 pollici potrebbe offrire memoria più veloce fino a 170GB/s solo sulle versioni con 24GB o 32GB di RAM.

Apple ha svelato il nuovo MacBook Pro da 14 pollici equipaggiato con il chip M6, evidenziando un aumento della larghezza di banda della memoria che raggiunge ora i 170 GB/s nelle configurazioni superiori. Tuttavia, la versione base con 16 GB di memoria unificata resta ferma a 153 GB/s, lo stesso valore del modello precedente con chip M5.

La scheda tecnica ufficiale Apple conferma che solo le varianti con 24 GB o 32 GB di memoria beneficiano del nuovo limite di banda più elevato. Chi sceglie la configurazione da 16 GB, quindi, non vedrà miglioramenti sotto questo aspetto rispetto alla generazione precedente. La differenza si fa ancora più marcata considerando che i MacBook Pro con M5 Pro arrivano a 307 GB/s, mentre la versione con M5 Max raggiunge addirittura 614 GB/s.

Cosa cambia davvero per chi compra il nuovo MacBook Pro

Il nuovo modello parte da 16 GB di memoria unificata e 1 TB di archiviazione, con un prezzo di partenza fissato a 1.999 dollari. Le configurazioni più avanzate prevedono fino a 32 GB di memoria e 4 TB di spazio di archiviazione, mantenendo le due colorazioni Space Black e Silver. I preordini sono già aperti e la disponibilità è prevista per il 6 novembre.

Per chi punta alle prestazioni massime della memoria, la scelta delle configurazioni intermedie o top di gamma diventa quasi obbligata. La larghezza di banda superiore può fare la differenza in ambiti come il montaggio video, l’elaborazione di grandi dataset o l’utilizzo di software professionali che sfruttano appieno la memoria unificata. Chi invece utilizza il MacBook Pro principalmente per attività da ufficio, navigazione o editing leggero, probabilmente non noterà differenze concrete tra i 153 GB/s e i 170 GB/s nella pratica quotidiana.

Apple prosegue così la strategia di differenziazione interna anche nelle macchine con la nuova generazione di chip, lasciando la versione base del MacBook Pro M6 con una larghezza di banda invariata rispetto al passato. Una scelta che spinge chi cerca il massimo a orientarsi su configurazioni più costose, confermando la tendenza a riservare le vere novità hardware alle versioni intermedie e top di gamma.

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Redazione iTechMania
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