
macOS 27.3: in arrivo una patch di sicurezza importante
3 introduce una correzione per certificati web compromessi, mentre un aggiornamento anticipato potrebbe arrivare con macOS 27.
Apple interviene per rafforzare la sicurezza di macOS dopo che è emersa una vulnerabilità legata ai certificati web compromessi della società indiana eMudhra. La developer beta di macOS 27.3, già disponibile agli sviluppatori, elimina i certificati incriminati dal file di sistema /etc/ssl/cert.pem, chiudendo così una possibile porta d’accesso per attacchi tramite strumenti da riga di comando.
Il problema nasce dalla scoperta di otto certificati intermedi di eMudhra con chiavi crittografiche deboli. Un ricercatore di sicurezza ha evidenziato che queste chiavi potevano essere sfruttate per falsificare l’identità di siti web, mettendo a rischio dati sensibili degli utenti. Nessuna prova, però, suggerisce che la vulnerabilità sia stata effettivamente sfruttata da cybercriminali finora.
Dettagli dell’aggiornamento e impatto sugli utenti
L’update macOS 27.3 arriverà per il pubblico a dicembre, ma Apple prevede di rilasciare prima la versione 27.2.1 che conterrà la stessa correzione di sicurezza. Chi preferisce non aggiornare subito può comunque rimuovere manualmente i certificati dal proprio Mac, seguendo le istruzioni fornite da Apple nel documento di supporto ufficiale disponibile online.
Per la maggior parte degli utenti Mac, però, non è necessario intervenire. Apple ha infatti bloccato in automatico i certificati compromessi dal 19 ottobre su Safari, Mail e tutte le app che utilizzano i framework di sicurezza e networking del sistema. Questo blocco, attivo su tutte le piattaforme software Apple, protegge già chi non fa uso diretto di strumenti da Terminale. Solo chi si affida a tool da riga di comando o gestisce sistemi particolarmente sensibili deve prestare attenzione agli aggiornamenti relativi.
La vicenda sottolinea quanto sia delicata la gestione dei certificati digitali nella sicurezza informatica moderna. Apple conferma ancora una volta la rapidità di risposta alle segnalazioni di vulnerabilità, tutelando la maggior parte degli utenti anche prima dell’arrivo di aggiornamenti formali al sistema operativo.



