
Elon Musk e xAI beffano OpenAI con il dominio Dots
Elon Musk ha acquistato il dominio Dots.com per xAI e lo reindirizza al chatbot Grok, beffando il lancio di OpenAI.
Prima ancora che OpenAI presentasse il nuovo agente AI chiamato Dots, la rete ha notato una mossa inaspettata: il dominio dot.com, che sembrerebbe perfetto per il lancio, appartiene invece a xAI di Elon Musk e reindirizza direttamente alla pagina di download di Grok, il chatbot rivale di OpenAI. Il tempismo ha acceso la curiosità e la fantasia degli osservatori tech, che hanno visto nella scelta un’azione ironica, se non una vera e propria provocazione da parte di Musk verso la sua ex azienda.
Il trasferimento della proprietà di dot.com a xAI è avvenuto qualche mese prima del debutto pubblico di Dots, il nuovo avatar AI di OpenAI caratterizzato da uno stile colorato e “blobby”. Mentre OpenAI puntava a lanciare il suo assistente virtuale con un nome facile da ricordare, chi cercava online “dot.com” veniva invece catapultato nell’ecosistema di Grok, la piattaforma AI sviluppata proprio da xAI. Questa coincidenza non è passata inosservata sui social, alimentando meme e discussioni su possibili retroscena e giochi di prestigio nel settore AI.
Strategia o casualità?
Non è raro che aziende tech si accaparrino domini simili ai nomi dei prodotti concorrenti, sia per proteggersi da errori di digitazione sia per motivi di marketing. Nel caso di xAI, alcuni ipotizzano che l’acquisto di dot.com sia semplicemente una scelta tattica per intercettare traffico web destinato, per errore o curiosità, ad altri servizi. Tuttavia, il fatto che xAI non detenga domini analoghi come bot.com o vot.com lascia spazio all’idea che questa operazione sia stata pianificata proprio in vista del lancio di Dots.
Un utente di X noto per seguire da vicino le attività di Musk è stato tra i primi a segnalare la situazione, pubblicando uno screenshot che ha rapidamente fatto il giro della community tech. Il dominio dots.com, invece, risulta ancora nelle mani di una società inattiva, mentre dot.com è ora il fulcro di una piccola saga tra ex soci e nuovi rivali nell’intelligenza artificiale.
L’episodio mostra come anche dettagli apparentemente minori, come la gestione di un dominio web, possano diventare terreno di scontro e ironia tra giganti della tecnologia, soprattutto quando sono coinvolti nomi come Musk e OpenAI. Per il pubblico digitale e gli addetti ai lavori, è un esempio in più di quanto la concorrenza nel mondo AI sia fatta anche di mosse sottili e colpi di teatro fuori dagli annunci ufficiali.



