iPhone 18 Pro: le novità attese dal chip A20

Tempo di lettura: ⏱ 3 minAggiornato il 5 Settembre 2026
Indice dell’articolo
  1. Il chip A20 del prossimo iPhone 18 Pro promette miglioramenti di velocità e efficienza basati sulle caratteristiche del nuovo chip M6, ma rimangono dubbi su alcune funzionalità.
  2. Il passaggio ai 2 nanometri e le conseguenze pratiche
  3. GPU e memoria: progressi mirati, niente salti epocali

Il chip A20 del prossimo iPhone 18 Pro promette miglioramenti di velocità e efficienza basati sulle caratteristiche del nuovo chip M6, ma rimangono dubbi su alcune funzionalità.

Apple ha presentato il chip M6 pochi giorni prima dell’evento iPhone di settembre, offrendo un’anteprima concreta di cosa aspettarsi dal prossimo processore destinato a iPhone 18 Pro. Da anni le architetture dei chip delle serie A e M condividono molte soluzioni tecniche, ma questa volta il ciclo si è invertito: il nuovo chip per Mac è arrivato prima della generazione mobile che debutterà sugli smartphone top di gamma.

I primi dati raccolti suggeriscono che il nuovo processore destinato a iPhone 18 Pro sarà fino al 18% più veloce e garantirà un’efficienza energetica superiore del 30% rispetto al modello precedente, l’A19 Pro. Questi numeri ricalcano il salto generazionale tra M5 e M6, confermando la tendenza a un miglioramento progressivo ma costante per CPU e consumi.

Il passaggio ai 2 nanometri e le conseguenze pratiche

Il M6 rappresenta il primo chip Apple basato sul processo produttivo a 2nm di TSMC, e con ogni probabilità anche il chip A20 per iPhone 18 Pro adotterà questa tecnologia. Il processo N2 consente di aumentare la densità dei transistor, quindi più potenza in meno spazio e una migliore efficienza. In passato Apple aveva sempre introdotto le nuove tecnologie produttive prima sui chip della serie A, ma quest’anno il debutto tocca al segmento desktop. Questo significa che lo slogan “primo chip a 2nm su iPhone” non sarà più utilizzabile nel keynote di settembre.

Un’altra novità attesa riguarda il Neural Engine: se su iPhone rimane invariato da tre generazioni, il M6 introduce una doppia unità a 16 core, in grado di lavorare in parallelo e raddoppiare la potenza di calcolo teorica per l’AI. Non è ancora certo che questa soluzione arriverà su tutta la gamma, ma i limiti di spazio e calore potrebbero restringerne l’adozione al solo A20 Pro.

GPU e memoria: progressi mirati, niente salti epocali

Sul fronte grafico, il M6 introduce un aumento del 50% nella gestione della geometria e migliora architettura degli shader, caching e ray tracing hardware. Queste innovazioni dovrebbero trasferirsi anche sul chip A20, mantenendo la consueta convergenza tra le due famiglie di processori.

Per la memoria, il salto resta più contenuto: il nuovo chip Mac passa da 153,6 GB/s a 170 GB/s di banda, segno che Apple utilizza ancora moduli LPDDR5X, probabilmente gli stessi che equipaggeranno iPhone 18 Pro. Questo si traduce in un incremento modesto anche per lo smartphone, con la velocità di accesso ai dati che dipenderà più dal packaging WMCM – che avvicina fisicamente memoria e processore – che da un reale cambio di generazione nei moduli RAM.

Infine, la codifica AV1 via hardware resta assente. Il supporto alla decodifica è confermato, ma il nuovo nodo produttivo non basta a portare questa funzione anche sul fronte encode, rendendo improbabile la sua comparsa anche su iPhone 18 Pro.

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Redazione iTechMania
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