Data center puntano su motori aerei riciclati per energia

Tempo di lettura: ⏱ 2 minAggiornato il 4 Novembre 2026

Alcuni data center AI si preparano a usare motori aerei riciclati a gas naturale per generare energia in tempi molto rapidi.

I principali data center dedicati all’intelligenza artificiale stanno ricorrendo a una soluzione insolita e poco ecologica per alimentare le proprie infrastrutture: motori a reazione provenienti da vecchi aerei, riconvertiti per produrre energia. La spinta a questa scelta arriva dai tempi d’attesa sempre più lunghi per ottenere l’accesso alla rete elettrica tradizionale o per la consegna di nuove turbine, che rallentano l’espansione dell’AI su larga scala.

Negli Stati Uniti, realizzare un collegamento alla rete capace di fornire 100 megawatt richiede anche sette anni, mentre la domanda di calcolo per i sistemi AI continua ad aumentare. Per aggirare il problema, aziende come xAI di Elon Musk e Crusoe stanno installando decine di turbine ottenute da motori di aerei commerciali dismessi, riconvertiti per funzionare a gas naturale. Queste unità, fornite da società specializzate come ProEnergy, permettono di mettere in funzione un nuovo data center in tempi molto più rapidi, a volte entro due anni.

La corsa all’energia alternativa nei data center

L’utilizzo di turbine derivate da motori aeronautici non rappresenta certo una soluzione ideale. Queste macchine sono meno efficienti e più inquinanti rispetto alle turbine progettate per le centrali elettriche tradizionali. Occorrono più unità per ottenere la stessa potenza e le emissioni sono più elevate, un fattore che potrebbe diventare critico nel medio termine, soprattutto se la pressione su efficienza e sostenibilità dovesse aumentare.

Nonostante questi limiti, la rapidità di implementazione è la priorità per chi non può attendere i lunghi tempi della burocrazia e delle forniture industriali. Secondo analisti del settore, il tempo di attesa per le nuove turbine convenzionali si estende ormai al 2031, mentre alcuni operatori di data center hanno già perso contratti importanti proprio per l’incapacità di assicurare energia sufficiente in tempi utili. Microsoft, ad esempio, ha rinunciato a un progetto in Inghilterra per la mancanza di garanzie sull’arrivo della corrente.

La pressione sul settore è aumentata anche a seguito di iniziative politiche che spingono i data center a produrre autonomamente la propria elettricità, accentuando la corsa a soluzioni tampone come i motori d’aereo adattati. Resta da vedere quanto a lungo queste scelte potranno reggere, considerando i costi ambientali e tecnici. Per ora, la situazione mostra quanto la crescita della domanda AI stia mettendo a dura prova le infrastrutture energetiche e le strategie di chi sviluppa e gestisce i mega data center.

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Redazione iTechMania
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