
Crusoe cede a Google il data center in Wyoming
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Google si prepara a investire 17 miliardi per completare un data center in Wyoming acquistato da Crusoe secondo le indiscrezioni.
Google subentra nello sviluppo di un maxi data center in Wyoming, acquisendo il sito incompiuto da Crusoe. L’operazione porta nelle mani di una Big Tech un’infrastruttura pensata per la nuova generazione di servizi AI, dopo che Crusoe, uno dei principali operatori indipendenti del settore, aveva incontrato ostacoli su costi e tempistiche. La mossa conferma quanto sia complesso realizzare poli di calcolo di questa scala e segnala una crescente tendenza: le grandi aziende preferiscono gestire direttamente i progetti strategici legati all’intelligenza artificiale.
Il contesto: da Crusoe a Google, dai piani ambiziosi alle difficoltà operative
Crusoe aveva annunciato il progetto nel 2025 insieme a Tallgrass, società sostenuta da Blackstone, con l’obiettivo di arrivare fino a 10 gigawatt di potenza. L’ambizione era quella di creare una piattaforma per i colossi dell’AI, offrendo spazi e potenza di calcolo a clienti che portano GPU proprie o affittano quelle del provider. Tra i clienti di punta di Crusoe figurano Oracle, OpenAI, Microsoft e Meta, oltre alla società di trading Jane Street che ha firmato un accordo cloud da 13 miliardi di dollari.
La vendita a Google arriva dopo che Crusoe aveva tentato invano di coinvolgere proprio la stessa Google come cliente diretto del campus nel Wyoming. Le criticità emerse riguardavano sia il budget che la tempistica dei lavori. Google, senza fornire dettagli sulla cifra dell’acquisizione, ha però annunciato investimenti per 17 miliardi di dollari destinati alla realizzazione del nuovo campus.
Cosa cambia ora e quali prospettive per il mercato dei data center AI
Il passaggio di mano del progetto mette in luce le difficoltà che anche player ben finanziati come Crusoe incontrano nel reperire forniture e potenza elettrica per strutture di queste dimensioni. Inoltre, l’opposizione crescente delle comunità locali ai nuovi insediamenti complica ulteriormente il quadro per gli sviluppatori indipendenti.
Nonostante la cessione, Crusoe non interrompe i rapporti con Google. L’azienda di Denver sta infatti lavorando a un altro data center vicino ad Amarillo, in Texas, sempre per conto di Google. Intanto, Crusoe ha continuato ad attrarre investitori, chiudendo un round da 3,9 miliardi di dollari e inserendo figure di rilievo come JB Straubel, fondatore di Redwood Materials e membro del board di Tesla, nel proprio consiglio di amministrazione.
Il caso del data center Wyoming mostra come il controllo diretto sulle infrastrutture AI sia ormai diventato una priorità per i giganti tecnologici, lasciando agli sviluppatori indipendenti il compito di ripensare il proprio ruolo nella filiera dell’AI su larga scala.



