Apple e OpenAI, la disputa sui segreti è un caos interno

Tempo di lettura: ⏱ 2 minAggiornato il 1 Settembre 2026

OpenAI respinge le accuse di Apple su furto di segreti commerciali e attribuisce la disputa a problemi interni di Apple.

OpenAI ha respinto con decisione le accuse di furto di segreti industriali mosse da Apple, sostenendo in aula che l’azienda di Cupertino non avrebbe fornito prove concrete di sottrazione di informazioni riservate. La vicenda si è sviluppata davanti al tribunale federale di San Jose, dove OpenAI ha depositato un documento in risposta alle ultime prove forensi presentate da Apple contro due ex dipendenti, Chang Liu e Tang Tan, accusati di aver trafugato dati sensibili riguardanti la progettazione hardware, la produzione e la gestione della supply chain.

Nel documento, OpenAI definisce la disputa “un pasticcio creato da Apple stessa”, puntando il dito sulle pratiche interne dell’azienda piuttosto che sulle azioni dei singoli lavoratori. La società guidata da Sam Altman sostiene che la causa abbia il vero scopo di rallentare un concorrente e scoraggiare ulteriori fughe di talenti. Secondo quanto emerso, OpenAI avrebbe già assunto circa 400 ex dipendenti Apple per i propri progetti hardware, un dato che mette in risalto quanto la mobilità tra le due aziende sia significativa.

Le pratiche interne di Apple finiscono sotto accusa

OpenAI ribalta l’attenzione sulle modalità con cui Apple gestisce il lavoro e le uscite di personale. La società californiana, secondo OpenAI, incoraggerebbe i dipendenti a utilizzare account iCloud personali anche per scopi professionali, rendendo difficile separare dati privati e aziendali quando qualcuno lascia il posto di lavoro. Viene inoltre criticata la prassi, ritenuta troppo rigida, di scortare immediatamente fuori sede i dipendenti che rassegnano le dimissioni, lasciando loro poco tempo per restituire dispositivi o archiviare correttamente i file interni.

disputa Apple OpenAI

Nel dettaglio, OpenAI afferma che Liu avrebbe mantenuto accesso ad alcuni documenti Apple solo per agevolare ex colleghi nella ricerca di file o per rispondere a domande, mentre Tan avrebbe riconsegnato i prototipi Apple prima dell’uscita, trattenendo solo materiale non riservato come la checklist di fine rapporto. L’azienda sostiene che queste dinamiche derivino da procedure di offboarding poco chiare e non da un intento di appropriazione indebita.

OpenAI conclude che l’intera disputa nasce dalla volontà dei dipendenti di lasciare una Apple giudicata troppo lenta nell’adozione dell’intelligenza artificiale, scegliendo realtà più veloci e aggressive. Il giudice Edward J. Davila ascolterà le parti il primo ottobre. L’esito potrebbe influenzare non solo i rapporti tra le due aziende, ma anche le future regole sul passaggio di personale nei settori tech più competitivi.

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Redazione iTechMania
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