
Google e il rilancio della centrale nucleare in Iowa
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Il governo USA potrebbe finanziare con 1,9 miliardi la ristrutturazione della centrale nucleare di Iowa per supportare Google.
La centrale nucleare Duane Arnold in Iowa, inattiva dal 2020, riceverà un finanziamento federale di 1,9 miliardi di dollari per tornare operativa. Il prestito, concesso dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti a NextEra Energy, segna un nuovo passo nel tentativo delle big tech di garantirsi energia pulita e stabile per alimentare i propri data center, sempre più affamati di elettricità per l’intelligenza artificiale.
Negli ultimi anni la domanda di energia da parte dei grandi operatori digitali è aumentata in modo esponenziale, spinta sia dall’espansione dei servizi cloud che dalla corsa all’AI. Google, in particolare, sta pianificando fino a sei nuovi data center nelle vicinanze della centrale, puntando sull’approvvigionamento diretto da fonti nucleari per rispettare gli ambiziosi obiettivi di sostenibilità. La scelta di riattivare una centrale esistente, invece di costruire nuovi impianti, accelera i tempi e riduce i rischi rispetto allo sviluppo di nuovi progetti.
Perché la centrale nucleare Iowa torna strategica per il digitale
Duane Arnold era stata chiusa dopo una tempesta che aveva causato danni significativi e, con il prezzo del gas naturale basso, NextEra preferì sospendere l’attività. Il contesto energetico è cambiato rapidamente: la crescita imprevista dei carichi elettrici legati all’AI ha reso di nuovo interessante la produzione nucleare, soprattutto per la sua continuità e le basse emissioni di carbonio.
Secondo NextEra, dalla riattivazione prevista per il 2029 solo 50 megawatt saranno destinati alla rete locale, sufficienti a coprire una buona parte della crescita della domanda nello Stato dal 2021. Il resto servirà principalmente a soddisfare i bisogni delle infrastrutture Google nella zona. Nel frattempo, la società prevede anche di aumentare leggermente la potenza totale dell’impianto, portandola a 615 megawatt.
Un trend che coinvolge tutto il settore tech
L’iniziativa di Google segue una tendenza già in atto: Microsoft ha stretto accordi simili per alimentare i suoi data center con energia nucleare, e Meta ha salvato una centrale in Illinois legandola ai propri consumi digitali. I grandi operatori digitali scelgono sempre più spesso vecchie centrali come soluzione rapida per assicurarsi energia pulita e costante, mentre il settore prevede che la domanda dei data center possa quasi triplicare entro il 2035.
La riapertura della centrale Iowa evidenzia come la trasformazione digitale e la sostenibilità energetica si intreccino sempre più, spingendo aziende e governi a riconsiderare il ruolo del nucleare nel mix energetico statunitense. Per chi segue l’evoluzione dell’infrastruttura digitale, si tratta di una conferma che la partita dell’AI si gioca anche, e soprattutto, sull’accesso a fonti energetiche affidabili e a basse emissioni.



