Fidji Simo lascia il ruolo di numero 2 in OpenAI: cosa succede ora in azienda

⏱ 2 min di letturaAggiornato il 10 Luglio 2026

Fidji Simo si dimette dal ruolo di numero 2 in OpenAI per motivi di salute e assume un incarico consulenziale part-time.

Le dimissioni di Fidji Simo da OpenAI rappresentano un momento particolarmente delicato per l’azienda, e la notizia “Fidji Simo OpenAI dimissioni” sta facendo il giro del settore tecnologico. Simo, che ricopriva il ruolo di Chief Executive delle Applicazioni ed era considerata la “numero due” di OpenAI, ha scelto di lasciare la posizione a tempo pieno a causa di un congedo medico rivelatosi più lungo e complesso del previsto. Resterà comunque legata all’azienda come consulente part-time.

Entrata nel consiglio di amministrazione di OpenAI nel 2024 e nominata responsabile delle Applications nel maggio 2025, Simo aveva assunto la supervisione delle principali aree di business e prodotto. Dopo il suo arrivo, figure di spicco come il COO Brad Lightcap, la CFO Sarah Friar e il CPO Kevin Weil avevano iniziato a rispondere direttamente a lei, mentre Sam Altman si era concentrato su ricerca e sicurezza.

La situazione interna della leadership di OpenAI si era già complicata negli ultimi mesi. Simo aveva annunciato ad aprile il suo congedo per motivi di salute, dovuto a una ricaduta di una condizione neuroimmune. In quello stesso periodo, anche altri dirigenti hanno lasciato la società o cambiato ruolo: Lightcap si è spostato su “progetti speciali”, la CMO Kate Rouch si è ritirata per dedicarsi alla propria salute e Kevin Weil ha successivamente lasciato l’azienda.

Prima dell’avventura in OpenAI, Simo aveva guidato Instacart come CEO e aveva accompagnato la società fino alla quotazione, dopo oltre dieci anni in Meta, dove aveva gestito lo sviluppo dell’app Facebook. La sua assenza crea ora un vuoto significativo proprio mentre OpenAI valuta una possibile IPO e cerca di colmare il divario competitivo con Anthropic sul fronte enterprise.

Simo era nota per la spinta verso il mercato consumer, ma la crescita di ChatGPT ha rallentato, con risultati inferiori agli obiettivi interni e una maggiore attenzione rivolta agli strumenti di coding, dove la concorrenza resta agguerrita. Nel frattempo, la politica interna sulle stock option è cambiata: la società ha ridotto e poi eliminato il “vesting cliff” per i nuovi assunti, permettendo di maturare azioni fin dal primo giorno, segno della forte concorrenza per i talenti nell’AI.

Attualmente, le risorse di vertice di OpenAI appaiono limitate, soprattutto considerando la valutazione miliardaria dell’azienda. Oltre ad Altman, restano in posizioni chiave pochi nomi, tra cui Denise Dresser, ex CEO di Slack, che potrebbe ora assumere ruoli più centrali. Per OpenAI questa nuova fase rappresenta una sfida organizzativa e di mercato che sarà seguita con attenzione dagli osservatori del settore tech.

Redazione iTechMania
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