Apple perde la priorità nella fornitura chip a favore dell’AI e TSMC
Apple deve affrontare una concorrenza senza precedenti per i chip di TSMC, con la domanda di AI che cambia le priorità e potrebbe aumentare i costi per i futuri processori.
Negli ultimi anni, Apple si è affidata quasi esclusivamente a TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company) per la realizzazione dei suoi chip, cuore pulsante di iPhone, iPad e Mac con Apple Silicon. Tuttavia, il panorama sta rapidamente cambiando: la domanda di chip per l’intelligenza artificiale è in forte crescita e il colosso di Cupertino si trova ora a dover competere con nuovi e agguerriti clienti per assicurarsi le preziose forniture di semiconduttori.
Finora Apple ha goduto di un trattamento privilegiato da parte di TSMC, che ha costruito una partnership stretta e duratura con l’azienda americana, proprio grazie all’importanza strategica che i chip Apple hanno avuto nell’espansione della fonderia taiwanese. Ma ora lo scenario è mutato: i grandi nomi dell’AI, come Nvidia e AMD, sono diventati clienti centrali per TSMC e puntano a ottenere la capacità produttiva più avanzata, specialmente sulle tecnologie a nodi di processo più sofisticati.
La crescente richiesta di chip per acceleratori AI sta modificando l’equilibrio nella catena di fornitura. Questi componenti, destinati a data center e infrastrutture di calcolo avanzate, occupano una superficie di wafer molto più estesa rispetto ai classici chip per smartphone. Di conseguenza, anche un ristretto numero di clienti AI può consumare una fetta significativa della produzione di TSMC, lasciando meno margine per altri partner storici come Apple.
Nonostante Apple continui a rappresentare una fetta importante del fatturato di TSMC, negli ultimi anni il suo primato è stato messo in discussione. È probabile che Nvidia abbia superato Apple come principale fonte di ricavi per la fonderia in alcuni trimestri del 2025, segno di una trasformazione profonda nel mercato dei semiconduttori.
Questo nuovo contesto comporta conseguenze concrete per Apple. L’azienda potrebbe dover affrontare costi crescenti per le future generazioni di chip, dato che i clienti orientati all’intelligenza artificiale sono disposti a pagare prezzi più elevati pur di garantirsi la priorità nella produzione. Sebbene non si prevedano problemi gravi di disponibilità, la pressione sui prezzi delle tecnologie più avanzate potrebbe influenzare i margini di profitto di Apple e, potenzialmente, anche le strategie di prezzo dei suoi dispositivi nei prossimi anni.
La competizione per la capacità produttiva di TSMC è quindi destinata a intensificarsi, ridefinendo le dinamiche tra i grandi protagonisti dell’innovazione tecnologica e influenzando direttamente il mercato globale dei chip.
