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Electronic Arts fa un dietrofront epocale!

A quanto pare la bufera che la critica e i videogiocatori hanno creato attorno alle microtransazioni all’interno di StarWars Battlefront 2 ha messo abbastanza pressione su Electronic Arts per farli tornare sui loro passi. Oggi i consumatori hanno sempre più parola nelle decisioni che le aziende prendono, proprio perché il successo del videogioco dipende tutto dalla sua performance.

StarWars Battlefront 2
StarWars Battlefront 2

È da molti anni che non si sente di un’azienda videoludica che cede alle pressioni dei videogiocatori. Però questa volta è avvenuto un fatto veramente importante, cioè che siano i videogiocatori ad avere l’ultima parola. In effetti le sorti di un videogioco sono tutte dipendenti dal responso che i videogiocatori, più della critica, danno. Infatti se Electronic Arts avesse deciso di continuare per la sua strada avrebbe creato molto dissenso e quindi pregiudicato le sue sorti del videogioco. Specialmente se si pensa all’investimento che un gioco di così comporta, e considerando che siamo a ridosso dell’uscita dell’ultimo film di StarWars: Gli Ultimi Jedi.

Electronic Arts aveva già acconsentito a un cambiamento su richiesta dei videogiocatori riguardo il costo per ottenere Luke Skywalker e Darth Vader come personaggi giocabili. Infatti sarebbero costati ben 60.000 crediti, una cifra enorme considerando il tempo che ci vuole a ottenerli.

Il produttore tuttavia conferma che prima o poi le microtransazioni torneranno in StarWars Battlefront 2, a data da destinarsi. Bisognerà vedere però se useranno lo stesso approccio di Overwatch, che ha inserito contenuti a pagamento solo per componenti estetici, e non per avere un vantaggio competitivo.

Starà a Electronic Arts vedere come il gioco viene realmente usato, e se le microtransazioni possano essere sufficentemente richieste per creare del profitto e rientrare nei costi di produzione. Diciamo che EA ha anche predisposto un bel po’ di profitto grazie alla vendita di DLC e contenuti extra.