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iPhone X è stato presentato soltanto ieri, ed in questo articolo proveremo a ragionare a mente fredda sui motivi che potrebbero portare (o meno) ad essere questo il device della rivoluzione.

iPhone X ha fatto la sua comparsa nella giornata di ieri, 12 Settembre, all’incirca alle 20 ore italiane. La presentazione in pompa magna del nuovo top di gamma di Apple è stata accompagnata da tanto clamore per le novità introdotte, senza però ragionare effettivamente sulle possibilità che ha questo telefono di risultare non solo vincente sul mercato, ma anche, al contrario, un grande rischio per Apple. Proviamo ora a ragionare a mente fredda.

Il dispositivo prodotto da Apple, è sicuramente innovativo, su questo non c’è dubbio. Troviamo, forse per la prima volta, un design veramente ridisegnato, soprattutto anteriormente, con un borderless che ne esalta le curve ed il display di incredibile definizione, per la prima volta OLED. Non solo, vediamo per la prima volta la totale assenza del tasto Home, con la conseguente scomparsa del Touch ID, per far posto al tanto esaltato Face ID.

LA SCOMMESSA DI APPLE

Questa scelta di puntare tutto sul sistema di riconoscimento facciale è stata veramente una sorpresa, e, almeno per me, la chiave di lettura dell’intero device. Esso infatti rappresenta un enorme rischio per l’azienda, che potrebbe mandare in frantumo anni e anni di garanzia di prodotti affidabili a cui Apple ci aveva abituato.                             Perché, vi chiederete voi.

Il perché è semplice, basta ragionare su cosa ha veramente decretato l’affermarsi di Apple nel corso degli anni come leader nella produzione di smartphone (ma anche Mac ed iPad): l’affidabilità e la fluidità. Queste due componenti sono ciò che hanno spinto moltissimi ad affidarsi all’ecosistema Apple, prediligendolo magari ad Android, perché sapevano che comprando un dispositivo della “mela” sarebbe stato garantito loro un prodotto non solo performante, ma con una garanzia di funzionamento senza eguali.

Ed è qui il fulcro del discorso: l’azienda sarà stata effettivamente capace di creare un prodotto che renda, per la prima volta, una tecnologia che fino a poco tempo fa non appariva ancora matura, come quella del riconoscimento facciale, affidabile e veloce?.

IPHONE DELLA RIVOLUZIONE O POSSIBILE FALLIMENTO?

Fino all’uscita del terminale non potremmo rispondere a questa domanda, ma non mi dite che anche voi non avete provato un “brivido” ieri, quando Craig Federighi, intento ad usare iPhone X nel corso della presentazione per mostrarne le novità, al momento dello sblocco facciale non è stato riconosciuto dal terminale (Qui sotto il video). Sicuramente ciò fa parte degli “inconvenienti della diretta”, ma è un fatto che mi ha portato a riflettere su che rischio abbia preso Apple con questa scelta.

Il fatto che questo nuovo melafonino rappresenti una scommessa per l’azienda, non si evince soltanto dal Face ID, ma anche da tutte le altre conseguenze che la mancanza di una tasto Home comporta: l’uso, che diventa fondamentale, delle gesture ( per esempio per fare ritorno alla Home, si dovrà compiere uno swipe verso l’alto) che non sappiamo se saranno assimilate con gioia dall’utente medio che non ha voglia di impararle e comunque renderanno più lungo il periodo di conoscenza di utilizzo del terminale.

Sicuramente parlando di rischi, non si può non far menzione del prezzo, oggettivamente elevatissimo, con cui il telefono verrà venduto. Tuttavia un listino cosi’ alto mi induce a pensare che forse Apple è sicura di avercela fatta, di aver creare un telefono fluido e veloce come,se non di più, dei precedenti, nonostante i rischi sopra elencati. In tal caso allora, si potrà effettivamente parlare dell’iPhone della rivoluzione.

 

 

  • Chicco Politi

    Effettivamente il Face ID non ha fallito. Come ogni iPhone con Touch ID, dopo il riavvio, richiede il codice per abilitare appunto, il Touch ID. La stessa cosa è successa ieri (basta leggere il messaggio che presenta sul display alla richiesta del codice) dove viene richiesto il codice per abilitare il Face ID. Il “fail” al limite è stato nel non sbloccarlo col PIN prima della demo.

    • Gianluca Iacovone

      Giusto Chicco