Navigando su Google capita spesso di imbattersi nella parola Low Cost abbinata ai servizi più disparati. Viaggi, noleggi auto e moto, smartphone che costano sempre meno sono solo alcuni degli acquisti sotto costo realizzabili.  Ma cosa si nasconde veramente dietro la politica del low cost?

Voli e hotel low cost, smartphone a prezzi modici e tariffe sotto costo sono solo alcune delle parole più ricercate nel Web. Attualmente è possibile trovare qualsiasi prodotto o servizio che si adatta a tutte le tasche, soprattutto alle tasche di chi vuole spendere sempre di meno. E’ possibile volare verso una città europea con meno di 20 euro, acquistare uno smartphone di qualità con meno di 100 euro e farselo consegnare a casa nel giro di pochi giorni se non poche ore. Attualmente cè una soluzione low cost per ogni tipo di bisogno ed esigenza. Ma cosa si nasconde veramente dietro la politica del low cost?  Qual è il giusto prezzo da pagare per beni e servizi? Come fanno le aziende a minimizzare i costi di produzione? Queste sono solamente alcune delle domande che la moltitudine più attenta osa chiedersi. In questo articolo proveremo ad analizzare gli aspetti celati dietro la politica del low cost ma forse faremo anche molto di più.

La politica del low cost, come già detto, ha colpito tutti i settori di tutto il mondo. Il risultato della globalizzazione non è tardato ad arrivare e a mostrare gli innumerevoli aspetti positivi che ha portato con sé. Anche la competitività tra le imprese è stata accelerata dalla globalizzazione. Imprese che non competono solamente con altre del proprio Stato ma anche quelle situate in qualsiasi parte del mondo. Grazie alla comunicazione i confini si sono ridotti drasticamente fino a quasi scomparire. Se molti Stati tendono a privilegiare le imprese situate sul proprio territorio, altri sono soliti acquistare prodotti provenienti da qualsiasi parte del mondo a prezzi sempre più bassi. Anche il consumatore finale adotta, in versione miniaturizzata, la stessa strategia utilizzata dagli Stati più ricchi. Siamo abituati a comprare jeans Made In Italy il cui tessuto proviene dall’India, i cui bottoni arrivano dalla Cina e poi assemblati in Europa. La stessa procedura avviene anche per il mondo tecnologico, basti pensare alla famosa scritta “Designed in California, Assembled in China“. Gli stessi prodotti vengono poi immessi sul mercato degli Stati più ricchi ad un prezzo davvero competitivo quasi insolito agli occhi dei più attenti. Dietro i prezzi bassi-sotto costo- però si celano alcune politiche adottate da numerose grandi imprese al fine di minimizzare i costi di produzione ed il salario dei dipendenti.

Un chiaro esempio è la politica adottata da una compagnia aerea low cost. Secondo alcune interviste realizzate ai dipendenti della compagnia, il clima di lavoro è davvero insostenibile. “Essere assunto non è poi cosi semplice” ha rivelato uno degli intervistati. ” Bisogna prima passare una lunga serie di colloqui per vedere la luce in fondo al tunnel. Bisogna frequentare un corso formativo il cui costo ti viene decurtato dallo stipendio cosi come la divisa ufficiale.Le ore pagate vengono calcolate al netto delle ore passate a terra in attesa dei passeggeri.Lo stipendio non supera mai i 1000/1100 euro a fronte di 50/60 ore lavorative settimanali“.

Questi aspetti non vengono però notati dai passeggeri che, felici di aver pagato una cifra irrisoria per volare, si posizionano rumorosamente al proprio posto. Il personale è sempre tenuto ad essere presentabile, sorridente e cordiale durante tutte le ore di permanenza sull’aereo. Nessun sintomo di stanchezza viene tollerato.

La politica low cost ha colpito anche il settore del delivery grazie all’arrivo sul mercato di un colosso. E’ possibile acquistare prodotti online e riceverli direttamente a casa in pochi giorni. A volte anche in poche ore. Secondo alcune interviste realizzate ai dipendenti della compagnia, il clima di lavoro è davvero insostenibile. “Lavorare in questo ambiente vuol dire ansia, stress, nervosismo ed alcune volte anche malattie. Il clima qui dentro non è dei migliori ed i dipendenti sono soliti correre avanti e indietro per il magazzino. Il computer ci segnala la posizione dell’articolo da prendere e stima il tempo per arrivarci. Se impegniamo più tempo riceviamo un’ammonizione. Abbiamo pause di pochi minuti per andare in bagno e per mangiare”.

Questi aspetti non vengono però notati dal consumatore finale che, felice di vedere il proprio acquisto recapitato a casa in poche ore, vorrà certamente effettuare nuovamente la stessa esperienza.

Dietro la politica invisibile del low cost si nascondono persone costrette a turni lavorativi massacranti. Si nasconde stress e nervosismo causato dalle altre prestazioni richieste. Si nasconde paura per un possibile taglio del personale e la consapevolezza che la tua famiglia conta sul tuo stipendio.

Una domanda sporge spontanea,Come fanno le aziende a garantire un prezzo basso al cliente finale?La risposta è nascosto dietro a tutti quei servizi televisivi che mostrano le condizioni di lavoro dei dipendenti di fabbriche. La risposta viene anche citata nei libri di economia sotto la voce “Economie di scala“. Produrre di più per spendere di meno.

Qual è il giusto prezzo da pagare per l’acquisto di prodotti e servizi? Difficile rispondere a questa domanda se non impossibile. Su questo aspetto sono soliti interrogarsi diversi filosofi di tutto il mondo, economisti, politici e difensori dei lavoratori. Molto probabilmente la politica del low cost è un’azione ormai irreversibile, troppo radicata nella mente dei consumatori finali orientati sulla frase “Comprare di più spendendo meno“.

 

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Leonardo Oggioni
25 anni, appassionato di tecnologia in tutti i suoi aspetti dall’acquisto del suo primo smartphone. Ha precedentemente lavorato in diversi rivenditori Apple ed è in continua ricerca di smartphone, smartwatch applicazioni ed accessori da recensire e rumors da approfondire.