Il Google I/O è ancora lontano ma per il secondo anno consecutivo, Google lancia in anteprima Android O.

Android 8.0, chiamato anche Android O, questo il suo nome in codice, è la nuova versione dell’OS che la casa di Mountain View sta sviluppando. Attualmente disponibile nella sua prima Developer Preview, il nuovo OS di casa Google sembra voler puntare tutto su batteria e sulla gestione delle notifiche, ma vediamo tutto pian piano.

Quella O cosa nasconde?

Da sempre siamo stati abituati ad attribuire la prima iniziale di una versione Android ad un dolce, iniziandoo con Eclair passando poi a Froyo, Gingerbread ecc… fino ad arrivare ad Android 7.0 che tutti pensavano fosse Android Nutella ma in realtà, dietro quella N si nascondeva Nougat.

Android O cosa nasconderà? Tutto è nato da un Tweet di Hiroshi Lockheimer, che ironicamente ha pubblicato una foto di una torta Oreo, attribuendo a quella O, il nome del famosissimo biscotto. Il tutto non sarebbe qualcosa di impossibile perchè prevederebbe una partner come, ad esempio, è avvenuto in passato con Android 4.4 KitKat.

Quando uscirà Android O?

Dalla Roadmap pubblicata da Google, la 1° Developer Preview è arrivata a noi tra Marzo ed Aprile mentre per la seconda dovremo aspettare Maggio/Giugno. Molto probabilmente arriverà dopo il Google I/O 2017 che si terrà proprio nel mese di Maggio e forse verrà aperta a tutti i beta tester.

Ecco tutte le fasi della Roadmap:

  • Preview 1 (release iniziale, alpha)
  • Preview 2 (incremental update, beta)
  • Preview 3 (APIs finali e SDK ufficiale, Play publishing)
  • Preview 4 (Completamento dell’OS, interfaccia, esperienza d’uso)
  • Final release

Quali device saranno compatibili?

I device sui quali si può flashare la Developer Preview sono Pixel C, Nexus Player, Nexus 5X, 6P, Pixel e Pixel XL. Sembrano rimanere fuori Nexus 6 e il tablet Nexus 9.

Ovviamente dopo il lancio della release finale (ovvero della versione stabile e commercializzabile), tutti i produttori potranno decidere di portare Android O sui loro device, come ad esempio ha già annunciato Lenovo che aggiornerà, ad Android O, il moto G di quarta generazione.

Quando arriveranno i permessi di Root?

Molti possessori di telefoni Android sono interessati soprattutto a questo, e Chainfire tramite questo Tweet, ci fa capire che possiamo star tranquilli perchè lui ha già scoperto le falle necessarie per poter ottenere i permessi di root e continuerà a lavorarci. Gli smanettoni possono star tranquilli che anche Android O sarà moddabile e quindi potranno dare ampio spazio alla propria fantasia ed alle proprie idee.

Cosa cambia da Android Nougat? Quali saranno le novità?

Google vuole continuare a lavorare su qualcosa già presente in Android Nougat e vuole introdurre delle nuove features. Ecco un elenco di tutto quello che troveremo su Android O:

  • Farà decidere all’utente quali applicazioni possono e devono girare in backgroud. Per far ciò introdurrà la possibilità di limitare i servizi, gli aggiornamenti e l’uso della posizione. Questo oltre a dare più libertà all’utente, dovrebbe portare delle migliorie a livello di autonomia.
  • Notifiche di gruppo che permetteranno di catalogare le notifiche di varie applicazioni offrendo la possibilità di gestirle in gruppo evitando di agire sulle notifiche di ogni singola app.

 

 

 

 

 

 

 

  • Picture in picture, offrendo allo sviluppatore diverse possibilità di integrazione e all’utente finale la possibilità di utilizzare più applicazioni contemporaneamente, come ad esempio vedere un video di una lezione e sbobbinare gli appunti scrivendoli su un app tipo Evernote. Sarà disponibile inoltre il supporto al multi schermo.
  • Aggiunto il supporto ai font XML, come risorsa di sistema in modo che le app saranno in grado di utilizzare il layout di un font in XML.
  • Icone adattive che si integreranno al meglio con il tema che ogni utente creerà. Le icone adattive fanno capire quanto sia importante la personalizzazione in Android e spesso, per un utente medio, è difficile realizzare un layout a regola d’arte poichè i pacchetti di icone o i temi, non possono contenere tutte le icone delle app presenti sullo store e tramite questa funzione potranno integrarsi al meglio nell’ecosistema.

 

 

 

 

 

 

 

  • API di riempimento automatico, che faciliteranno la compilazione di campi di testo come password o indirizzi proprio come avviene nei browser per pc.
  • Supporto a nuovi profili colori: AdobeRGB, Pro Photo RGB, DCI-P3.
  • Introduzione del codec LDAC per migliorare la qualità del suono in cuffia/speaker bluetooth.
  • Introduzione del “Network Aware Networking” che permetterà ai dispositivi Android di comunicare tra loro tramite Wi-Fi, anche se non si è connessi ad Internet.
  • API:
    • AAudio che permetteranno alte prestazioni e bassa latenza
    • Java 8 e ottimizzazioni runtime (inclusa la nuova API java.time)
    • Miglioramento dell’API di WebView
  • Introduzione di un vero e proprio File Manager.

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Paolo Zuccalà
Ventiquattrenne, studente di Ingegneria dell'Informazione, malato di tecnologia sin dalla tenera età. Utilizzatore di qualsiasi piattaforma con maggior interesse verso il brand della mela! Son dell'idea che la tecnologia possa aiutar l'uomo e che l'IoT sia la svolta, oltre che il mio futuro campo di lavoro. Il mio motto? NO PAIN NO GAIN