Google poteva non sfidare i colossi e creare una nuova app di messaggistica? Non bastava Hangouts?

Pochi giorni fa, Google, ha sfornato l’ennesima app di messaggistica, come se i nostri device non ne avessero abbastanza…Dopo WhatsApp, Telegram, Skype, Hangouts, Facebook Messsenger, anche Allo fà il suo debutto nei vari store dei nostri dispositivi mobile, ma anche se il colosso ci ha abituati bene, questa volta per far meglio, ha toppato! Perchè ha toppato?

Che sia un’ottima app non lo si mette in dubbio e dopo mille prove si è dimostrata al passo coi tempi, con i servizi che qualunque app di messaggistica offre quindi chat di gruppo, adesivi, possibilità di allegare file, di creare chat criptate, chat usa e getta, video-chiamate in abbinata a Google Duo (in grado di garantire il servizio anche con connessioni ultra lente) e soprattutto ha l’intento di sostituire l’assistente di Google ed attraverso dei bot, riuscire a creare un rapporto tra l’utente e l’app in modo che esso, possa effettuare delle domande ed avere delle risposte concrete. Infatti con Allo, Google ha investito soprattutto su questo, sul riuscire a capire i gusti dell’utilizzatore ed adattarsi ad esso. L’appè in grado di ascoltare messaggi vocali, di scoprire tramite emoji che film l’utente cerca di fargli indovinare ma soprattutto si rende Smart conoscendo in tutto e per tutto il possessore del device…se ad esempio si andasse ad effettuare una ricerca su ristoranti gluten-free, esso in una futura ricerca, mostrerà solo quei risultati perchè imparerà a conoscere il possessore del device, memorizzando quindi che ha problemi con il glutine e lo aiuterà a scegliere il ristorante giusto evitandoli la scrematura. Inoltre Allo è in grado di intervenire nelle conversazioni suggerendo risposte, prendendo appunti, effettuando ricerche, riconoscendo le immagini oltre al testo e imparando a conoscere il nostro modo di scrivere e parlare, suggerendoci come risponderemmo…e proprio qui Google ha toppato! Per far questo, Allo è un app che manca di crittografia! La crittografia end to end è presente solo nelle chat segrete ma con chiavi che Google conosce e quindi la possibilità di esser “spiate” è molto probabile ma nel 2016, dove tutti garantiscono questo tipo di crittografia, una pecca del genere è inaccettabile! Geniale ma rischioso allo stesso tempo, anche se Google ha garantito che le conversazioni resteranno sui loro server a tempo indeterminato solo ed esclusivamente per apprendimento del modo di scrivere degli utenti, ma questo rende l’azienda di Mountain View facile preda facile per l’attacco di hacker o da parte delle forze dell’ordine che potrebbero, con un pochino di pressione o con le maniere forti, “prendere” le chat e farne liberamente uso.

tweet

Non usate Allo“, il tweet di Edward Snowden. L’ex tecnico della CIA, ancora ricercatissimo dalle autorità d’Oltreoceano, che recentemente ha chiesto la grazia al presidente Obama, si è fatto vivo con un giudizio negativo sulla nuova app di Google per la messaggistica istantanea sostenendo che enti governativi e agenzie investigative di tutto il mondo, in assenza di crittografia possono richiedere a Google tutti i dati conservati sui server dell’azienda e riferiti a utenti specifici. I legali di Mountain View han sostenuto che senza un mandato, non daranno mai nulla

Quest’app sostituirà il tanto famoso WhatsApp? o si aggiungerà ad esser un applicazione di nicchia? Vedremo….ma soprattutto in caso di novità vi aggiorneremo!

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Paolo Zuccalà
Ventiquattrenne, studente di Ingegneria dell'Informazione, malato di tecnologia sin dalla tenera età. Utilizzatore di qualsiasi piattaforma con maggior interesse verso il brand della mela! Son dell'idea che la tecnologia possa aiutar l'uomo e che l'IoT sia la svolta, oltre che il mio futuro campo di lavoro. Il mio motto? NO PAIN NO GAIN