Steve Jobs vs Tim Cook: il cambiamento di Apple

In questo articolo volevo riproporvi delle riflessioni, molto interessanti, riportate in un articolo di ItaliaMac. Personalmente sono totalmente d’accordo con quanto scritto di seguito.

C’è un detto che ritorna spesso sulle nostre labbra: “La Storia si ripete”. Era il lontano 1985 quando un uomo di mercato, John Sculley, prendeva le redini di Apple. Fu il consiglio di amministrazione a dettare legge e a chiedere a Jobs di andare via. Era il 1996 quando Jobs rientrava in Apple e nel 1997 assumeva la carica di iCEO, ovvero CEO ad interim e le sue prime decisioni furono quelle di “sfoltire” i prodotti. E’ vero che la scelta fu dettata soprattutto dalla situazione economica aziendale ma Steve Jobs era convinto che tutti quei computer e dispositivi made in Apple erano troppi e creavano confusione verso l’utenza… oggi cosa è cambiato?
La dipartita del fondatore di Apple ha portato l’azienda a scegliere Tim Cook come successore ma, la figura più vicina a Jobs è sempre stata John Ive. Cook è un uomo di mercato e le sue scelte sono tutte orientate verso la richiesta dell’utenza.

La gente vuole uno smartphone con schermo più grande… la gente vuole uno smartphone con il retro in metallo… la gente vuole uno smartphone che abbia NFC… la gente vuole lo smartwatch, ecc… adesso ditemi se nel keynote di Apple non rappresenta tutto questo!
Aspetto il nuovo iPhone 6 per soppesarlo con mano, specialmente il plus che, a mio avviso, è probabilmente il più interessante anche per le variazioni del sistema operativo, certo è che uno schermo da 5,5” non lo rende così portatile in barba all’appellativo “padelle” che più volte abbiamo utilizzato per indicare gli smartphone della concorrenza.
Sottolineo con grosso interesse la scelta degli U2 e di Apple di “regalare” il nuovo Album a tutti gli utenti con iTunes; che sia l’era di un nuovo modo di commercializzare la musica? Che tipo di accordi hanno stretto la casa editrice, i musicisti e la Apple? Vedremo, di certo Apple è cambiata e il 2015 sarà l’anno della verità.

AppleEvent
Apple è un’azienda e quindi deve guardare i profitti e fare dispositivi che piacciano alla gente ma se seguissimo la frase di Jobs: “la gente non sa cosa vuole finché non glielo si mostra” smonteremmo immediatamente l’intero keynote di Apple e l’intera azione commerciale di Cook. Forse parlo così perché sono un purista e resto attaccato a quella visione aziendale che pensa di fare dispositivi e computer per la gente e non come la gente li vuole. Sono altroché convito che questo iPhone 6 John Ive non l’avrebbe mai fatto se non forzato da Cook e dal consiglio d’Amministrazione che, a loro volta, devono dare conto agli azionisti tra cui un certo Carl Icahn che, in tempi non sospetti, augurava ad Apple di creare uno smartphone più grande così da non perdere quote di mercato. Aggiungo inoltre che noto troppo spesso, nella comunicazione di Cook e negli spot Apple, quel continuo sottolineare del “Think Different” e che Jobs li avrebbe supportati; come se volessero convincere l’utenza della loro continuità. Prima di Cook non c’era bisogno di dire “Think Different” lo eravamo a priori senza sottolinearlo.
Oggi stiamo vivendo una situazione un po’ particolare, l’operato del CEO di Apple ha portato ad avere in listino ben 4 iPhone tutti diversi (iPhone 5C, 5S, 6 e 6 Plus) inoltre ha aggiunto un iMac a basso costo (quasi inutile) ed ha creato un po’ di confusione tra i MacBook Pro 13” creando ben 4 modelli. Se pensiamo che a breve arriverà la nuova CPU di Intel per i MacBook Air e che Apple è interessata a CPU ARM specialmente per il desktop potremmo iniziare a vivere un incubo e vedere gli Apple Store diventare dei piccoli supermercati popolati da mele morsicate…
keynote6
E’ logico che l’Azienda di Cupertino è ancora leader indiscussa nel mercato riguardo a qualità, affidabilità e sicurezza dei servizi e prodotti offerti ma, la piega che sta prendendo è un po’ preoccupante (ricordiamo i MacBook Pro Retina del 2011 difettosi nella scheda video e mai richiamati, sintomo di un’azienda che guarda solo al mercato). Si nota inoltre un certo distacco, se vuoi anche qualitativo, tra il settore hardware e quello software. Ad oggi i sistemi operativi made in Apple sono dei punti di riferimento in quanto a sicurezza e fluidità, probabilmente non in innovazione (molte feature di iOS 8 e OS X Yosemite sono presenti da tempo sia su Android che su Linux) ma di certo, da release a release, migliorano. Frutto anche della supervisione di Ive (perfezionista maniacale) e del geniaccio di Federighi. Viceversa il settore hardware fatica a trovare qualcosa di nuovo sperando nell’inventiva dei designer.
Guardo questo keynote in modo molto critico e difficilmente ne esco innamorato, specialmente sullo smartwatch che per funzionare ha bisogno di iPhone e che ogni sera deve ricaricarsi, sembra più un braccialetto sincronizzato al dispositivo mobile e poi il multi touch su un display così piccolo è ridicolo, è solo una scelta di mercato!
Emilio Primavera
Dottore in Comunicazione & Marketing Pubblicitario. Da sempre appassionato di Tecnologia con una predilezione verso Apple, blogger e fondatore di iTechMania (Sito e Canale Youtube) Recensore di prodotti tecnologici.

IMPORTANTE

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Emilio Primavera

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